Pavia

Un pò di storia

Sembra che popolazioni celtiche e liguri fossero già presenti attorno al III secolo a.C.: e in una tradizione raccolta da Livio, Plinio e Tolomeo tribù liguri dei Levi e dei Marici avessero fondato i primi villaggi in un territorio ricco di acqua e ricoperto di foreste.

Si deve però alla conquista romana, e precisamente nel 41 a.C., la fondazione vera e propria, quando l'imperatore Cesare Ottaviano, concedendo la cittadinanza romana a tutta l'Italia, trasformò la colonia chiamata Ticinum in municipio.

Le parti più antiche della città dimostrano il tipico orientamento dell'accampamento romano: assoggettata la Gallia Cisalpina Ticinum acquisì nel tempo sempre maggiore importanza, soprattutto per la favorevole posizione che ne fece un importante baluardo di difesa.

Frequentato luogo di soggiorno di imperatori, Augusto vi soggiornò nel 9 a.C., Ticinum fu teatro nei secoli di sanguinose battaglie sia contro i barbari che nelle guerre civili. A testimonianza di questi fatti la scoperta di una zecca imperiale e di una fabbrica di armi, oltre agli abbondanti ritrovamenti archeologici ed epigrafici. La caduta dell'impero d'Occidente coincise con la distruzione di Ticinum, quando, ad opera di Odoacre, il 23 agosto del 476 d.C. Oreste, padre dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo, cadde vinto.

Caduto Odoacre, Teodorico re degli Ostrogoti, restaurate le mura, fece costruire le terme, l'anfiteatro e un Palatinum, facendo di Ticinum, assieme a Ravenna e Verona, una delle sue sedi preferite. Dopo aver giustiziato il filosofo Severino Boezio, a lungo già suo prigioniero nel 524, Teodorico morì nel 526 determinando nel regno goto un periodo di instabilità che sfociò nel 535 in una guerra contro i bizantini.

Ticinum divenne l'ultimo baluardo per le popolazioni gote, che vi trasferirono L'apparato amministrativo e la zecca. Con la conquista bizantina (554) Ticinum visse un periodo relativamente tranquillo ed è in questa epoca che si innesta la controversa quanto leggendaria vicenda sulla mutazione del nome in "Papia". Tre le teorie solo le ultime due godono di un certo credito da parte degli studiosi: Dal greco Papia "custode del Palazzo" per indicare la presenza del Palazzo Reale. Da un remoto insediamento ligure Papia Vegia come riportato in un documento del basso medioevo Dalla derivazione romana appartenente alla gens Papiria Vero è che tale denominazione era correntemente usata e divenne definitiva al termine dell'impero longobardo.

L'invasione longobarda, con Alboino nel 568 vide la città, unica in Italia, costretta a un lungo e massacrante assedio, terminato con la capitolazione dopo tre anni. Compresa l'importanza strategica, i Longobardi non solo risparmiarono la città ma ne fecero la capitale del regno. Da questo momento Pavia inizia la sua ascesa storica dapprima con le mura, poi con scuole e palazzi con i re Clefi, Autari, Agilulfo e Rotari (suo l'editto del 643), e infine con Ariperto la costruzione delle numerose e celebri basiliche cattoliche dal momento che era iniziata la conversione dalla religione ariana. L'opera venne continuata con la fondazione di importanti chiese come S. Maria delle Pertiche, S. Giovanni in Borgo, e S: Michele che divenne sede delle incoronazioni reali. Di molte ormai non esistono che i resti o addirittura non è stato possibile localizzarne l'ubicazione. A Liutprando si deve S. Pietro in Ciel d'Oro e la traslazione, provenienti dalla Sardegna delle spoglie di S. Agostino e nella quale riposano le stesse di Liutprando e Severino Boezio : triade gloriosa che nel XV secolo destò l'ammirazione del Petrarca. Il rafforzarsi della conflittualità con il potere temporale, preoccupato della potenza e dell'estensione del regno, portò il papato ad invocare ripetutamente l'aiuto ai Franchi che con Carlomagno ebbero definitivamente ragione nel 774 di un impero durato per due secoli.Benché sotto il dominio Franco fu questo un periodo di splendore terminato però rovinosamente. Pavia continuò ad essere capitale del Regno d'Italia soprattutto per la presenza della sede amministrativa e del tribunale reale, nell'825 Lotario della dinastia Carolingia emanò il Capitolare Olonese che istituiva la scuola papiensis, scuola di diritto da cui nacque il Liber Papiensis grande opera di leggi, sancendo l'obbligo di frequenza presso la appena istituita, di tutti gli studenti lombardi e di parte del Piemonte e della Liguria. Nell'888 terminata la dinastia Carolingia l'Italia fu teatro di scontri politici tra tutti i feudatari per il controllo del Regno, nella basilica di S. Michele vennero in quel periodo incoronati Berengario e Guido da Spoleto la cui alternanza al potere creò roventi dissidi coinvolgendo esponenti del potere temporale. Divenuta campo di battaglia politica, sede di sinodi e mediazioni; Pavia rafforzò la propria immagine ed importanza oltre alla propria estensione territoriale con la costruzione di nuovi edifici, chiese ed una seconda cerchia di mura. Il 12 marzo 924 accade un fatto tanto casuale quanto disastroso, un gruppo di Ungari presero d'assedio la città e vedendosi rifiutata la richiesta di un riscatto non essendo in grado di conquistarla la diedero alle fiamme. L'incendio la distrusse completamente uccidendo quasi tutta la popolazione assieme ad alte cariche reali ed ecclesiastiche. Il rogo non distrusse però la sua importanza Ugo di Provenza fece infatti ricostruire il Palazzo fornendo così l'impulso per una totale ricostruzione. Nel secolo a venire la confusione politica rimaneva ancora viva,si succedettero continue incoronazioni e la dinastia di Ottone di Sassonia tuttavia l'umore dei pavesi nei confronti del Palazzo che non sembrava più tutelare gli interessi della città sfociò in scontri che terminarono con la sua distruzione con la morte di Enrico II di Baviera. Il successore di quest'ultimo Corrado II deciso a punire la popolazione tentò la sua conquista ma trovando la città armata decise di trovare accoglienza presso Milano che fu ben lieta di incoronarlo. Forte dell'appoggio dei milanesi Corrado II tentò nuovamente la conquista pavese che si tradusse nel compromesso inteso al restauro della residenza reale fuori dalle mura cittadine. A partire da questo episodio Pavia e Milano diventeranno rivali per circa tre secoli.